Finanziere uccise il presunto amante della moglie a colpi di pistola – Assolto…

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PALERMO – Era incapace di intendere e volere quando crivellò di colpi quello che considerava, sbagliando, come l’amante della moglie. La Corte d’appello di Palermo conferma la sentenza di primo grado: l’ex finanziere Calogero Cicero è stato assolto, ma dovrò trascorrere dieci anni in quelli che un tempo si chiamavano manicomi criminali.

Cicero, 50 anni, uccise con la pistola d’ordinanza Vincenzo La Tona, impiegato dell’ufficio tecnico del Comune di Cerda. Era certo che la vittima avesse una relazione con la moglie e fece fuoco nei locali del municipio.

I giudici d’appello hanno chiesto una consulenza che ha confermato quanto emerso dalla perizia di parte commissionata dai legali della difesa, gli avvocati Salvo Priola e Barbara Mistretta. L’imputato soffre del cosiddetto “disturbo bipolare”, conosciuto anche come disturbo maniaco-depressivo, che si manifesta con gravi alterazioni dell’umore e fasi di depressione.

Nel gennaio del 2015 il sottufficiale scese da casa armato di una Beretta e arrivò negli uffici di via Roma, dove esplose la sua rabbia. Sette colpi raggiunsero La Tona al torace e alla testa. Seminò il panico fra i dipendenti e poi tornò nella sua abitazione a Termini Imerese. Fu lui stesso a presentarsi dai carabinieri e ad ammettere di essere l’assassino. Il movente passionale non è mai stato in dubbio. Inizialmente, però, si era pensato a una lite finita nel peggiore dei modi. Poi, alla luce dell’interrogatorio del reo confesso la Procura tracciò la ricostruzione di un delitto premeditato, frutto di una mente fredda.

La Corte d’appello non ha accolto la richiesta di condanna a ventisei anni del sostituto procuratore generale.

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