Emanuele Schifani oggi è un Finanziere Il papà era uno degli agenti che morì con Falcone

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All’epoca della tragedia, Emanuele, figlio di Vito Schifani, agente che perse la vita scortando Falcone, aveva solo 4 mesi. Oggi vive nel ricordo del papà poliziotto .

Il giorno in cui Giovanni Falcone perse la vita insieme alla moglie Francesca Morvillo e a tre uomini della sua scorta, Emanuele Schifani aveva solo 4 mesi di vita. Era il 23 maggio del 1992, tristemente noto alle cronache come il giorno della strage di Capaci. La mamma, Rosa Costa, moglie dell’agente Vito Schifani, , durante i funerali di stato prese il microfono ed urlò frasi di condanna alla mafia, suscitando enorme clamore mediatico.

Ieri negli studi di Rai 1,  durante la trasmissione televisiva “Vieni da me”, Emanuele Schifani è stato ospite di Caterina Balivo . Durante l’intervista, sullo schermo dello studio di Rai Uno è stata proiettata la foto della strage di Capaci, raffigurante il tratto autostradale dell’A29 completamente distrutto dall’esplosione avvenuta per mano di “cosa nostra” . Emanuele ha commentato la diapositiva  :



“Questo è un po’ l’emblema degli anni ’90,queste immagini le ho viste, non tante volte a dire il vero, ma abbastanza. Ho iniziato a vederle da solo, per curiosità, crescendo assumi una certa consapevolezza: quando guardo queste immagini è come se stessi guardando un film. Non è facile descrivere quello che provo guardando questa foto”.

Il papà Vito morì a soli 28 anni. Il prossimo maggio Emanuele ne compirà 29: con mamma non ne ho mai parlato apertamente -ha detto Emanuele alla Balivo- vuoi sapere ma hai sempre paura a chiedere quando sei un ragazzino” .  Papà veniva descritto come un uomo umile, buono, che avrebbe fatto di tutto per gli amici”.

Emanuele si è arruolato nella Guardia di Finanza e oggi sente addosso tutta la responsabilità del nome che porta: “Io non sono solo Emanuele Schifani, io sono il figlio di Vito Schifani, ha dichiarato alla Balivo durante l’intervista, sento dentro di me una responsabilità enorme, è questo il motore che mi spinge ad andare avanti ogni giorno”.

“Il discorso di mia mamma l’ho visto solo quando ero adolescente, anche in quel caso per curiosità, non ne avevamo mai parlato apertamente, poi a poco a poco mi è stato raccontato tutto”







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