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Dormono dentro i mezzi dopo 16 ore di lavoro. Senza un pasto caldo. Il sisma nascosto dei vigili del fuoco

È il testo dell’sms inviato ad un collega da uno dei vigili del fuoco giunti per primi ad Amatrice, una delle zone più martoriate dal terremoto che ha colpito il Centro Italia. Fa venire i brividi. Per vari motivi. Perché quelle poche righe sintetizzano quel che si sa e, soprattutto, quel che non si sa. Si sa che intere comunità sono state improvvisamente scaraventate in un inferno di terrore e dolore:“abbiamo cominciato a tirare fuori quelli incastrati che urlavano…”.

Non si sa che quelle urla laceranti i vigili del fuoco hanno potuto sentirle soltanto 7 ore l’invio delle richieste di soccorso. Le prime squadre sono riuscite a giungere 7 ore dopo perché “c’era il panico”, perché nessuno “dava notizie o info”.

Siamo in Italia, uno dei Paesi del Mediterraneo a maggiore rischio sismico, ed i vigili del fuoco, che dovrebbero essere prontissimi ad affrontare emergenze causate da terremoti, entrano nel panico, non sanno cosa fare nell’immediatezza. Nella galleria delle foto che supportano quanto scriviamo, vi suggeriamo di osservare con attenzione: troverete la tabella con la registrazione dei ritardi. Oltre al messaggio incredulo e sconvolto abbiamo la possibilità di offrirvi un documento che permette di comprendere ancora più approfonditamente.

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