«Io, donna carabiniere e l’orgoglio della divisa di mio padre»

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Aveva cinque anni quando mostrò a suo padre un cerchietto viola con un orsacchiotto, che sua madre, all’epoca ventiquattrenne, le aveva appena comperato. Poche ore dopo lui, Ferdinando Stefanizzi, carabiniere della compagnia di San Damiano D’Asti, era già morto. Ucciso mentre tentava di proteggere il suo comandante di stazione sequestrato durante una rapina in un ufficio postale.

Ogni anno, in occasione della festa dell’Arma, che si è celebrata ieri, è come se Emanuela, che ora ha 34 anni, tornasse a mostrare, fiera, qualcosa a suo padre: la divisa da carabiniere. Sono oltre 3.700 le donne nell’Arma: 347 alti ufficiali, inclusi tre generali; 1.137 marescialli; 217 brigadieri e 2.029 tra appuntati e carabinieri.

Emanuela è una di loro. «Fin da bambina quando i colleghi di mio padre, alla Festa dell’Arma, mi chiedevano cosa volessi fare da grande rispondevo: il carabiniere. Loro replicavano che non si poteva.

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