Tutti gli articoli

Riordino e contratto per una forza di polizia con cultura di natura civile elevando professionalità e dignità del personale

Come se il tempo passasse invano. La pausa estiva ormai è  tutt’uno con il resto del calendario. Come ti sei lasciato, ti ritrovi con tutti i problemi irrisolti. “Siamo al solito copione”, ci dice Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, il sindacato di polizia. “Ogni volta – prosegue – sembra si riparta da zero. In particolare ciò avviene per quanto riguarda i lavoratori, i sindacati, il rapporto con le controparti, con il governo in particolare che si sfila. Riannodare i fili di un discorso è molto difficile.  Ma come sempre noi siamo pronti ad affrontare gli impegni dell’autunno”.

Particolarmente difficile quando si tratta di problematiche che riguardano in prima persona il governo. Possono passare mesi attorcigliandosi sempre più su problemi importanti che riguardano i lavoratori di servizi pubblici, importanti, vitali per i cittadini, per le  città grandi e piccole. Alla ribalta delle cronache torna  il confronto fra sindacati e governo sui problemi del lavoro, i contratti dei “pubblici” bloccati, delle pensioni, della flessibilità in uscita.

Flessibilità, parola chiave della attuale situazione economica del Paese, alla base della politica del governo, che ha bisogno di interventi della Ue per sistemare i conti, mettere a punto la legge di stabilità, per dare corpo agli impegni presi . Sono tanti i miliardi che mancano al bilancio pubblico, debito in salita costante, occupazione che invece di aumentare cala, crescono i voucher, i contratti a tempo  determinato, il fallimento del jobs act.  I  problemi da affrontare, i migranti, l’accoglienza, la lotta al terrorismo, la sicurezza dei cittadini, per non parlare del dibattito, o meglio dello scontro, sul referendum costituzionale e sulla legge elettorale.

Si gioca una partita fondamentale per la sicurezza dei cittadini

Ci sarebbe bisogno di altro, un altro clima. Invece siamo al “copione” di sempre, come ci dice  Tissone.  Lo sollecito sul mancato rinnovo del contratto di lavoro bloccato dal 2010 così come per tutti i lavoratori del pubblico impiego. “Ne parliamo dopo – risponde – perché anche il contratto da rinnovare non può non tener conto del ruolo che svolgono le forze di polizia”. Partiamo allora dal riordino, una parola chiave  sulla quale si gioca una partita fondamentale per la sicurezza dei cittadini, contro la  criminalità, la corruzione, quella di “tutti i giorni”, episodi grandi e piccoli. “La legge 121, varata oltre 35 anni fa – ricorda Tissone – immaginava una forza di Polizia con una cultura di natura civile. A tal scopo, tra l’altro, venne  istituita la nuova – e fino allora inedita – figura dell’Ispettore. Con questo vi era l’intento di accrescere anche il livello medio culturale del personale di Polizia al fine di porlo al servizio dei cittadini. Un concetto nuovo e moderno con una figura autonoma, professionalmente preparata e da impiegare sul versante dell’investigazione che rispondesse a caratteristiche di indipendenza attraverso una selezione riservata a giovani diplomati provenienti dalla vita civile. Oggi è necessario, più che mai, ripartire da questi concetti elevando la professionalità e la dignità del personale, ad ogni livello. Investire nel livello culturale e nella formazione è, quindi, strategico e un riordino che immagini le forze di Polizia del futuro, non può che partire da tale assunto”.

Dalle incertezze sul riordino delle carriere al blocco contrattuale

 

Leggi tutto, clicca QUI

Condivisione

Lascia un commento