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Difesa: “Mai acquistate armi con uranio impoverito per l’esercito italiano”

avanti alla commissione d’inchiesta, il generale Magrassi nega correlazioni ‘recenti’ tra i casi di tumore tra i soldati e componenti a rischio degli armamenti: “Le patologie da amianto possono risalire ai tempi che precedono il bando e comunque è in corso da anni l’opera di bonifica su aerei, navi e mezzi acquisiti prima del 1992”

L’esercito italiano non ha mai comprato armi con uranio impoverito e i casi di tumore registrati fra i militari italiani discendono probabilmente dai tempi in cui non si conosceva l’effetto di certe componenti sulla salute. E’ la tesi espressa stamattina dal generale Carlo Magrassi, segretario generale del ministero della Difesa, davanti alla commissione parlamentare d’inchiesta che indaga sull’uranio impoverito in riferimento ai molti di casi di tumore denunciati da appartenenti alle forze armate: “Non mi risulta – ha detto Magrassi – che siano mai state acquistate per le forze armate italiane armamenti contenenti uranio impoverito. La tutela della salute e della sicurezza del nostro personale rappresenta per noi una priorità”.

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