Difesa, Comellini (pdm): dopo elicotteri anche aerei av8b plus con amianto

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av8b

“Dopo il caso degli “elicotteri all’amianto” ora è la volta degli aerei AV8B plus in uso alla Marina militare.” – lo rende noto Luca Marco Comellini, Segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e Forze di polizia  (Pdm).

“Nell’agosto del 2013 appresa la notizia la notizia dell’esistenza di uno scambio di comunicazioni tra la società Agusta Westland e il Ministero della Difesa sulla presenza di amianto nei componenti di alcuni modelli di elicotteri in uso alle forze armate non esitai ad informare le Procure competenti e nei gironi che seguirono, anche dopo la pubblicazione del carteggio da parte dell’Huffington Post, la Procura di Torino avviò una indagine che oggi vede 55 persone iscritte nel registro degli indagati dal PM Raffaele Guariniello.

Ancora una volta, mi sono ritrovato difronte ad un documento, questa volta dello stato maggiore della Marina militare, indirizzato alla Direzione per gli Armamenti Aeronautici e l’Aeronavigabilità dal quale emerge che in tutti i velivoli della flotta di AV8B plus in uso alla Marina militare sono presenti dei componenti, che potrebbero contenere amianto.

Il documento è datato 9 settembre 2015. A distanza di 23 anni dall’entrata in vigore della legge che ha messo al bando il pericoloso minerale killer (L. 257/1992), è possibile scoprire che la Marina militare continua a fare uso di mezzi contenenti amianto.

Solo recentemente, nonostante le norme in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro siano entrate in vigore nel 2008 col decreto legislativo n. 81, il Capo di stato maggiore della Forza armata, ammiraglio Giuseppe De Giorgi, rispondendo ad una specifica richiesta dell’organismo di rappresentanza dei militari, ha dichiarato “che un programma sanitario di promozione della salute a favore di tutto il personale delta M.M. interessato da presunte pregresse esposizioni, attualmente in fase sperimentale e le cui direttive applicative per datori di lavoro e medici competenti sono in corso di emanazione”.

In altre parole, mi sembra chiaro che se per un verso la Marina militare sta continuando tranquillamente ad utilizzare i mezzi contenenti amianto dall’altro, per quanto riguarda la tutela della salute del personale, non ha ancora attuato la sorveglianza sanitaria né emanato alcuna disposizione applicativa.

Se è questo il quadro della situazione, ritengo che il Ministro della difesa, Roberta Pinotti, debba immediatamente chiarire per quale ragione, a distanza di un così lungo periodo di tempo dall’entrata in vigore delle norme che hanno messo al bando l’amianto e quelle sulla sicurezza e sulla tutela della salute dei lavoratori che ho citato, la Marina militare non abbia ancora effettuato le necessarie bonifiche dei mezzi contenenti amianto e se abbia correttamente informato il personale, piloti e specialisti, dell’esistenza del possibile rischio derivante dalla presenza dell’amianto in alcuni materiali e componenti dei velivoli sui quali operano quotidianamente e, infine, se detto personale sia sottoposto alle prevista sorveglianza sanitaria.

Come già avvenuto in passato ho ritenuto doveroso informare le autorità competenti, trasmettendogli la documentazione pervenuta alla mia attenzione.”

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