Dal Duomo al porto con blindati e fucili “foto”

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Il lince corazzato pesa circa 7 tonnellate, ma è scattante e adatto ad ogni tipo di emergenza. Il mezzo superblindato, utilizzato per le missioni all’estero, presidia principalmente l’area portuale, uno degli obiettivi sensibili che da dicembre l’Esercito monitora 24 ore su 24. Solo a vederlo incute timore. Così dev’essere perché la presenza in pianta stabile ad Ancona dei 55 militari spediti dal Viminale nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure”, avviata in Italia sin dal 2008, deve fungere innanzitutto da deterrente contro la criminalità ed elevare la percezione di sicurezza dei cittadini. E i risultati si toccano con mano perché nell’arco di due mesi, spiegano dalla Prefettura e dalla Questura, la mano dei malviventi si è fatta sentire in modo molto più leggero.

Uomini e mezzi dell’Esercito sono dislocati in cinque luoghi “caldi” per combattere la criminalità e sventare potenziali minacce terroristiche, in tempi in cui il fanatismo dell’Isis fa paura in tutto il mondo. Porto e aeroporto sono presidiati giorno e notte. Il piazzale della cattedrale di San Ciriaco e la sinagoga di via Astagno, invece, sono costantemente pattugliati tra le 7 del mattino e le 19. Monitoraggio h 24 alla Basilica di Loreto, considerata uno dei punti sensibili più a rischio dell’intera regione, visto il suo alto valore simbolico e religioso. La minaccia più temuta, infatti, arriva sempre dall’Oriente, dopo che l’allerta terrorismo è schizzata ai massimi livelli in tutta Europa. Di qui la necessità di rafforzare i controlli nelle zone di frontiera, in concorso e a supporto delle forze di polizia.

Le ispezioni sono rigorose su qualunque individuo sospetto, specie se proviene dall’estero: è la raccomandazione che arriva dai Ministeri dell’Interno e della Difesa nella consapevolezza che il capoluogo dorico, uno dei principali scali del Mediterraneo, rappresenta una “porta” privilegiata verso l’Oriente, dunque anche uno snodo fondamentale per le rotte del terrorismo. Decine i controlli che quotidianamente vengono effettuati dai militari dell’Esercito, investiti della qualifica di agenti di pubblica sicurezza dalla legge 152/75 che li autorizza a identificare gli individui sospetti, in particolare nordafricani ed extracomunitari, e perquisirli sul posto. Con Questura e carabinieri c’è un contatto radio diretto, per rendere quanto più rapida ed efficace l’interrogazione della banca dati.

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