Copre un latitante, carabiniere perde grado e posto di lavoro

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L’AQUILA. La relazione sentimentale con la sorella di un latitante di mafia gli era costata il grado e il posto di lavoro. Il Tar prima, il Consiglio di Stato poi, hanno deciso che non riavrà né l’uno, né l’altro. Protagonista della storia un carabiniere che fino al 2003 era in servizio nel capoluogo abruzzese.

A far calare definitivamente il sipario sulla storia sono stati i giudici della quarta sezione di Palazzo Spada, che tuttavia, nella sentenza depositata lo scorso 12 maggio, hanno ordinato di omettere le generalità del militare ai sensi dell’articolo 52 del Codice in materia di protezione dei dati personali.

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