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CONTRATTO SICUREZZA: COME SI ARTICOLANO GLI AUMENTI PER I VARI SETTORI

Dopo l’annuncio del sottosegretario Ruchetti, il quale prevede che gli aumenti concessi al comparto sicurezza, dopo contrattazione, andranno a regime all’inizio del 2018, qualcuno ha provato a fare conti più specifici con risultati che probabilmente non rendono giustizia al lavoro ingrato e impegnativo degli appartenenti ai vari corpi coinvolti, ma che probabilmente in questo momento costituiscono il massimo sforzo che il Governo poteva realizzare. Certo se non si fossero dilapidate somme ingenti con i vari bonus renziani volti ad acquisire consensi elettorali forse uno sforzo maggiore poteva essere fatto, ma ci penserà il Governo nelle prossime finanziarie. Soprattutto se si deciderà una volta per tutte a tagliare definitivamente i costi della politica a livello nazionale e locale.

Nella situazione attuale Luca Cifoni del Messaggero ha meritoriamente provato a fare un quadro specifico delle cifre che dovrebbero spettare ai vari settori, con aumenti medi di base pari a 102 euro per Corpi di polizia e Forze armate e di 84,5 per i Vigili del fuoco. Che diventano rispettivamente 208 e 267,5 includendo oltre al contratto vero e proprio i benefici che derivano dal riordino delle carriere.

Sulla base degli stanziamenti già in bilancio e di quelli annunciati, queste sono le cifre in gioco per il settore della sicurezza all’inizio della stagione dei rinnovi contrattuali. In realtà – in termini strettamente tecnici – il personale di questo settore non è contrattualizzato come lo sono ad esempio i rninisteriali o i dipendenti della sanità o della scuola; la procedura che porterà agli incrementi retributivi è comunque piuttosto simile, salvo il fatto di non concludersi con la firma di un contratto ma con una disposizione legislativa che recepisce i contenuti dell’intesa.>Continua a leggere in fondo alla pagina

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