Commando ‘militare’ assalta il museo di Verona: 17 opere trafugate, danno culturale ingente

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Il blitz è avvenuto intorno alle 20, proprio mentre la direttrice uscente, Paola Marini, riceveva il premio ’12 Apostoli’ per il lavoro svolto nel capoluogo scaligero. Evidente rapina su commissione. Le opere valutate oltre 15 milioni di euro

Verona – Blitz mirato ieri sera al museo di Castel Vecchio, a Verona, una delle perle culturali della città scaligera. Intorno alle 20, tre banditi hanno agito con precisione ‘militare’, disarmando la guardia giurata presente nella struttura e la cassiera, per aprirsi il campo all’asportazione di 17 opere – non di 15 come era stato affermato in un primo tempo – tra cui “La Madonna della quaglia” del Pisanello, il “Ritratto di bambino con il disegno” di Giovanni Caroto, “San Girolamo penitente nel deserto” di Jacopo Bellini e altre opere di Tintoretto, Rubens, Mantegna.

Una rapina con un evidente movente su commissione, attuato con un’azione studiata alla perfezione e a un’ora chiave per i veronesi, a quell’ora a cena e con il centro città intento a desinare.

Infatti, la direttrice del museo, Paola Marini, mentre le opere venivano trafugate senza alcun ostacolo, aveva appena ricevuto il premio ‘12 Apostoli‘ e stava vivendo la serata presso l’omonimo ristorante di piazza delle Erbe, splendida cornice della città, a due passi dalla Casa di Giulietta.

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