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Quali sono le origini del saluto militare ?





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L’usanza del saluto saluto militare, malgrado esista da centinaia di  anni, si è notevolmente modificata nel tempo . Ci sono due scuole di pensiero che rivendicano le origini del saluto militare, ma entrambe oggi convergono nel portare la mano destra al cappello .

La prima sostiene che tutto nacque centinaia di  anni fa, quando i   cavalieri medievali , in segno di  rispetto, erano soliti togliersi l’elmo o ne sollevavano la visiera portando la mano sulla fronte, per farsi riconoscere da un amico o da un superiore, quindi il gesto voleva significare un atteggiamento indifeso, pacifico. Soltanto in seguito , quando furono abbandonate le armature, divenne usanza togliersi il cappello in segno di rispetto ed amicizia. Il gesto si diffuse presto sia tra i militari che tra i civili.



La seconda versione invece sostiene che molti eserciti dell’800 adottarono copricapo molto ingombranti al punto che toglierli e rimetterli risultava essere una procedura complessa ed una perdita di tempo, quindi fu considerato sufficiente il gesto simbolico di portare la mano al cappello, senza sollevarlo. A tal riguardo, vi proponiamo il “regolamento” emanato il 1° ottobre 1820 che disciplinò per l’arma dei carabinieri, il saluto militare fuori servizio:

Si avvertirà il Carabiniere, che non essendo sotto Le armi, né in truppa, nel salutare i loro Superiori deve levare il cappello con la mano destra, la palma della medesima rivolta in fuori senza piegare la testa, né il corpo, le dita dentro l’angolo di mezzo del cappello, il pollice sull’ala, l’estremità del medesimo diretta alquanto a sinistra, e lo caverà sempre lestamente portandolo con il braccio steso lungo la coscia destra, la coccarda in dentro: che deve questo saluto a tutti i suoi Superiori, dovendolo eseguire con seguitare il suo cammino se saranno Uffiziali subalterni, e facendo fronte, e fermo, se saranno Uffiziali superiori di qualunque grado, volgendo lo sguardo verso la persona che saluta“.

In verità esiste anche una terza versione che risale sempre al medioevo, ovvero quella che attribuisce la paternità del saluto militare odierno ai cavalieri medievali che, prima di un duello o di una battaglia, chinavano la visiera in segno di rispetto verso il nemico . Per alcuni questo gesto si identificherebbe nel cosiddetto “saluto al basco” . Tale usanza prevede che la mano destra rigidamente distesa ma leggermente inclinata in avanti, sia portata sul copricapo, proprio a richiamare la visiera dell’elmo che si chiude.



 

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