Caso “Vannini Ciontoli”: Ministro Trenta autorizzi il Maresciallo Amadori a parlare

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La trasmissione televisiva “Le Iene” , dopo un attenta analisi delle deposizioni e delle registrazioni del processo Vannini,  pone seri dubbi sulle dinamiche che hanno causato la morte del 20enne di Cerveteri,  ucciso in circostanze misteriose con un colpo di pistola sparato dal padre della fidanzata , l’ allora Luogotenente della Marina Militare Antonio Ciontoli.

Nella petizione on-line viene chiesto al Ministro della Difesa Elisabetta Trenta , di autorizzare il maresciallo Amadori a rispondere alle domande dei giornalisti per far luce su alcuni aspetti dell’omicidio Vannini.

Durante la testimonianza al processo di primo grado, il Maresciallo Amadori venne interrogato dal legale della parte civile, l’avvocato Celestino Gnazi e ad una precisa domanda rivelò che l’ex Luogotenente della Marina Militare  Antonio Ciontoli,  ascoltato in caserma subito dopo la morte del giovane,  alle sue domande avrebbe risposto di non poter parlare oltre per non coinvolgere il figlio.

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Da poche ore è stata lanciata una petizione on-line, ve la proponiamo in anteprima:



Caro Ministro,

abbiamo appreso in questi ultimi mesi tanta vicinanza da parte delle Istituzioni alla Famiglia Vannini, soprattutto per le incongruenze che ci sono state e continuano ad esserci, ma che nell’ultima sentenza depenalizzano ancora coloro che hanno cagionato la morte di Marco.

Nelle tante vicinanze abbiamo appreso anche la sua e per questo le chiediamo la cortesia di perdere ancora del suo prezioso tempo riguardando l’ultima puntata del giorno 24 Aprile 2019 delle Iene che ha dedicato quasi quattro ore, facendo un sunto complessivo tra indagini intercettazioni e testimonianze.

Nelle testimonianze alla fine il conduttore (Golia) si è anche dedicato al Brigadiere (all’epoca nella Caserma di Ladispoli) Manlio Amadori.

L’ex Brigadiere, che lavorava proprio quella notte, ha fatto intendere alla fine che lui onora l’arma e non si terrà mai indietro per la ricerca della verità, ma una verità che deve andare di pari passo con la realtà.

Realtà secondo il Brigadiere che non può esprimere per non avere conseguenze nell’ambito del suo lavoro… in pratica fa capire che se avesse le autorizzazioni potrebbe rispondere a delle domande giuste e inerenti a quella notte e fa capire soprattutto che vorrebbe parlare a nome di tutti i Carabinieri Onesti.↓


E allora caro Ministro chi meglio di Lei può autorizzare adesso il Maresciallo Manlio Amadori e magari dare un po’ di luce di quella maledetta notte?

Milioni di Italiani vorrebbero essere rappresentati da tutte le Istituzioni, soprattutto chi ha perso questo figlio, cioè Mamma Marina e Papà Valerio che ogni giorno, ogni udienza, ma soprattutto ogni sentenza si sentono trafitti da migliaia di coltellate nonostante tutto!

Non vorremmo nè stracciare le tessere elettorali e neanche espatriare….però chiediamo chiarezza che non c’è mai stata!

Gli Italiani.

Per visualizzare la petizione, clicca QUI

Qui puoi visualizzare tutto lo speciale de “Le Iene”





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