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Come cambierà la Nato

Lorenzo Carrieri è un analista che collabora con diversi centri di ricerca e con la rivista specialistica americanaFairObserver, postgraduate student presso School of Advanced International Studies della John Hopkins University, è specializzato in international security. Abbiamo affrontato con lui la questione Nato, ossia come l’Alleanza Atlantica si sta modificando e quali saranno i cambiamenti, le sfide e i pericoli futuri.

DALLA FINE DELLA GUERRA FREDDA

“C’è stata una scuola realista che dopo la Guerra Fredda definiva l’alleanza un’entità superflua – curioso notare che la stessa parola, “superflua”, è tornata in uso ai giorni nostri, da parte del candidato repubblicano alle presidenziali Donald Trump. Un’altra, fatta da molti costruttivisti e liberali istituzionali, sosteneva che la NATO avrebbe shiftato il suo obiettivo verso la cooperazione in Europa. Beh, a vedere quello che succede oggi, le previsioni di entrambe le scuole si sono rivelate sbagliate – dice Carrieri.

Perché? “La ridefinizione di centralità dell’alleanza ha implicato un allargamento di prospettiva dei punti di discussione dell’organizzazione. Prospettiva che non ha incluso più soltanto la difesa collettiva come principale obiettivo, ma un estensione dell’ombrello di sicurezza verso est, il cosiddetto eastward enlargements, e il consolidamento dei processi di democratizzazione nelle repubbliche ex-sovietiche e balcaniche”.

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