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Ausiliaria: il risveglio dei sindaci




In un articolo di Massimo Chiappa,  Segretario comunale in pensione,laureato, giornalista pubblicista da oltre 20 anni e consulente nel campo degli enti locali, si ribadisce ai sindaci italiani,nel portale a loro dedicato “La Posta del Sindaco” del personale militare in “ausiliaria” disponibile per essere impiegato nella Pubblica Amministrazione.

 la posta del sindaco




di Massimo ChiappaIn caso di carenze di organico o necessità di una figura professionale altamente specializzata, una Pubblica Amministrazione potrà richiedere gratuitamente personale della Difesa in ausiliaria. Prendiamo l’esempio di un comune che si trovi in necessità di assumere un informatico o un ingegnere specializzato, in questo caso potrà contattare la direzione del personale militare in linea diretta, al fine di richiedere se ci sono professionisti in ausiliariacorrispondenti al profilo ricercato, residenti ne comune stesso. In caso di riscontro positivo di un tale elemento, il comune potrà integrarlo come supporto all’amministrazione per un periodo di cinque anni e senza farlo gravare sulle casse locali, perché sarà il ministero della difesa a occuparsi dello stipendio del dipendente, di fatto presente sul suo libro paga.

Questa possibilità presente da molto tempo è in realtà stata sfruttata pochissimo dalle PA e dagli enti locali, per questo Elisabetta trenta, porta avanti l’iniziativa da parte del ministero della difesa di pubblicare una lista dei militari in ausiliaria, di cui locali enti pubblici potrebbero fare richiesta. Tra militari in congedo in riserva e personale con un rapporto di impiego cessato in modo permanente, si è stimato un elenco di circa 5 mila nomi. La lista completa è stata pubblicato il 14 settembre 2018, nel Supplemento ordinario n 41 della Gazzetta Ufficiale n 214.

Fanno parte del personale in ausiliaria i militari che hanno cessato il servizio attivo, per età o altra causa, e che possono essere destinati a svolgere speciali incarichi ausiliari, in caso di bisogno. In questo caso, si tratta dell’integrazione nell’organico di una PA per un periodo quinquennale, che non graverebbe in alcun modo sulle casse locali. Secondo il ministro Trenta “si tratta di uno strumento che è sempre esistito, ma che la Difesa, nei governi che si sono susseguiti fino ad oggi, non ha mai saputo mettere a disposizione dei comuni o delle regioni”. Il M5S già nel 2015 si chiedeva perché questo strumento fosse disatteso, per questo, oggi che ne ha la possibilità, preme affinché queste figure professionali specializzate, disponibili a costo zero per gli enti pubblici (e in ogni caso pagate dal Ministero della Difesa, quindi dal singolo cittadino), siano utilizzate anche nei numerosi comuni non soggetti a emergenze.




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