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«Prima di assaltare la caserma siamo andati a confessarci in chiesa»

RAVENNA. «Prima di partire per Ravenna ci eravamo andati a confessare in una chiesa di Pordenone. Se fossimo morti a causa di quella bomba almeno con i sacramenti eravamo a posto».

Spuntano altri dettagli attorno al folle assalto messo in atto sabato scorso dal 47enne Natale Lucido e, in veste di passeggero passivo, dal padre 76enne Antonio. Dettagli che non fanno altro che confermare l’instabilità mentale del più giovane dei due, per il quale ieri il gip Antonella Guidomei ha disposto gli arresti domiciliari nel reparto di psichiatria dell’ospedale di Ravenna. Mentre per il padre il giudice ha disposto la liberazione, considerandolo in sostanza “vittima” del figlio.

Posizione che era stata sottolineata nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto anche dal legale dei due, l’avvocato Luigi Berardi. Natale e Antonio, stando a quanto ormai ricostruito nei dettagli dai carabinieri, erano partiti sabato da Pordenone diretti a Palermo. Città della quale sono entrambi originari.

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