Afghanistan, il risultato di 15 anni di guerra Nato? Il rifiorire del traffico di droga

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KABUL – Che le missioni occidentali in Iraq e in Afghanistan siano state poco efficaci non è certamente un mistero. In quanto all’Iraq la situazione è sotto gli occhi di tutti: ci troviamo di fronte, oggi, a un Paese distrutto, dove imperversano non soltanto i jihadisti dello Stato islamico, ma anche violente divisioni settarie che rendono lo Stato ingovernabile e l’Isis ancora più difficile da sradicare. Quanto all’Afghanistan, il fatto che se ne parli sempre meno non significa che la situazione sia migliore. A dimostrarlo, i continui cambiamenti di programma di Barack Obama, che era divenuto Presidente degli Stati Uniti, tra le altre cose, sulla promessa di ritirare «responsabilmente» le truppe entro il 2014.

Ma la deadline è stata rimandata più volte: nel 2014, la Casa Bianca ha annunciato che i militari presenti sarebbero stati ridotti a 5.500 entro la fine del 2015, e azzerati entro il 2016. Nel marzo 2015, Obama ha deciso di lasciare 9.800 soldati fino a fine anno. Qualche mese fa, l’ennesima retromarcia: quel contingente rimarrà fino a tutto il 2016, e il dossier finirà nelle mani del nuovo Presidente.

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