Riordino delle carriere, la Finanza “silura” il Comparto Difesa

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E’ già, il Comparto Difesa doveva aspettarselo, era  tutto scritto e che venisse fuori era soltanto una mera questione di tempo.D’altro canto, come condannare i poveri finanzieri? Le hanno provate davvero tutte. Dalle minacce di sciopero, alle delibere articolate con richiami a articoli e commi che neanche i legislatori della 382/78 sarebbero riusciti a stilare. Innegabile che per dar luce alle loro richieste, questa volta abbiano avuto bisogno di qualche vittima sacrificale. Il governo da sempre è stato sordo e cieco alle loro richieste, alle richieste di tutte le rappresentanze, quindi quale strada percorrere per destare clamore? La più semplice questa volta, ovvero togliersi quella palla al piede che il comparto difesa rappresenta da sempre, sia per loro che per tutte le altre FFOO… o no? Già…. la rappresentanza del comparto difesa, un bersaglio fin troppo facile da affondare.

Ma servirà? Questa volta la rappresentanza Militare della Guardia di Finanza riuscirà ad ottenere qualche concessione? O si sarà soltanto inimicato i colleghi della difesa? Beh.. non dobbiamo fare altro che stare a guardare, anche se conoscendo fautori e relatori del riordino delle carriere, la seconda ipotesi è ben più plausibile.

Il passo incriminato, il cosi detto “tradimento” al comparto è contenuto  in una sola frase, all’interno della delibera che potete leggere integralmente QUI , ma vogliamo proporvela al di fuori del contesto, per farvi provare nuove sensazioni  :

 “il rispetto del principio di equiordinazione della carriera e di sostanziale omogeneizzazione dei trattamenti economici solo tra il personale delle Forze di Polizia, escludendo, il personale del comparto difesa

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